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26/01/2024

Industria, Europa e Italia al bivio: "Serve una politica comunitaria, stop a provvedimenti ideologici"

(Alessandro Spada, presidente di Assolombarda)

Il presidente di Assolombarda: "Le imprese italiane rischiano di restare schiacciate da alcune misure che non tengono conto della vitalità del settore nel nostro Paese, che ha trainato il Pil". Non mancano le preoccupazioni per l'export vista la crisi a Suez ma Terzulli (Sace) rassicura: "Crescerà di 4 punti"

"La Lombardia, grazie alle sue imprese, ancora una volta fa meglio del resto del Paese al punto che lo scarto di PIl rispetto al 2019 è addirittura superiore al +5 percento È l'Europa, ora, a rischiare di perdere terreno”.

Alessandro Spada, presidente di Assolombarda ha parlato nell'ambito della ‘Il mondo nel 2024: sempre più frammentato? Scenari per le imprese, tra rischi e opportunità’promossa da Ispi, Assolombarda e Sace ospitata proprio nella sede milanese di Assolombarda. Un'occasione per fare il punto sulla situazione industriale ed economica italiana ed europea.

Dal punto di vista geopolitico, ci troviamo ad agire in un momento storico in cui si stanno ridefinendo assetti, presupposti e gerarchie, talvolta addirittura secolari, dell’ecosistema industriale ed economico globale” ha continuato Spada, ricordando come, nonostante il rallentamento dell'economia globale, l'Italia sia il Paese europeo che ha registrato la ripresa più vigorosa dopo la pandemia.

Nel 2023, l'Italia ha chiuso con un livello di Pil superiore del +3 percento a quello del 2019, ben sopra lo +0,8 della Germania, il +2,4 della Spagna, il +1,6 della Francia e del +2,1 del Regno Unito.

Risultati frutto della reattività, competitività e innovazione delle nostre imprese - ha continuato Spada – che sono leader globali in molteplici specializzati in segmenti di altissima qualità, come la moda, il design, l'automotive, l'aerospazio, la meccanica, la farmaceutica e i beni di consumo.

Il nostro è un Paese solido, operoso e intraprendente e a livello internazionale una delle più straordinarie e competitive economie”.

La filiera industriale ed i suoi timori

Il 2024 - ha spiegato il Presidente di Assolombarda - non si è aperto certo con le migliori premesse, iniziamo a osservare i primi veri effetti dell’estensione del conflitto in Medio Oriente, con l’escalation degli attacchi nel Mar Rosso che ha messo a repentaglio la sicurezza dei traffici commerciali marittimi e ha riportato alla luce le tensioni sui prezzi dei noli.

Per l’Italia il Canale di Suez rappresenta il 40 percento dell’import-export marittimo nazionale, cioè 154 miliardi di dollari e con la situazione attuale stiamo subendo un aumento considerevole sia del tempo di trasporto delle merci sia dei costi dei container che hanno raggiunto oggi i 6.282 dollari (18 gennaio 2024), cioè il +352% rispetto a ottobre 2023”.

Alessandro Spada ha espresso preoccupazione per il futuro dell'industria europea: "L'Europa è la seconda realtà manifatturiera del mondo, ma rischia di perdere terreno.

Le cause sono fondamentalmente due: la mancanza di una strategia di politica industriale comunitaria e la leggerezza con la quale l'attuale Commissione e il Parlamento hanno compiuto scelte e varato provvedimenti fortemente ideologici e penalizzanti per l'industria europea.

Questi orientamenti, insieme alla scarsa consapevolezza della forza della nostra industria e alla mancanza di strumenti finanziari comuni (come un fondo sovrano europeo finanziato da eurobond), rischiano di portare alla de-industrializzazione dell’Unione, alla perdita di competitività delle nostre imprese e all’alterazione della stessa concorrenza interna tra i Paesi Membri dell’Unione compromettendo quindi l’integrità e la forza unitaria del progetto europeo”.

Rispetto al tema dell'intelligenza artificiale, il presidente Spada ha dichiarato: "La burocrazia e i costi eccessivi rischiano di disincentivare lo sviluppo di queste tecnologie e di penalizzare la competitività delle nostre imprese”.

“Le imprese rimangono convintamente Europeiste. L'Europa dei prossimi anni - ha concluso il Presidente, ricordando il prossimo appuntamento elettorale di giugno - dovrà essere quella delle imprese, delle filiere industriali, del buon senso e della lungimiranza, con l’obiettivo di lavorare insieme per rafforzare e non ridurre la nostra competitività continentale, di tenere insieme la democrazia liberale, il mercato e il welfare. Il raggio minimo di azione e di ragionamento delle nostre imprese è l’Europa. L’Europa delle filiere. L’Europa dell’industria".

Dalla Sace moderato ottimismo 

Il capo economista di Sace Alessandro Terzulli, che ha parlato nell'ambito dello stesso evento, prevede una crescita delle esportazioni italiane nel 2024 pari al 4 percento. Terzulli spiega che la crescita avverrà "nonostante la Germania e in parte anche la Cina, se non avvengono cambiamenti significativi sul fronte geopolitico".

A suo avviso "è interessante l'export di servizi che, sebbene conti un quinto di quello dei beni, era indietro a causa della pandemia".

"Qui - indica - compresa la ripresa del turismo, abbiamo aspettative superiori a +4,6%". Terzulli indica poi "i beni ambientali, che non sono facili da individuare".

"E' lecito pensare - prosegue - che ci siano opportunità importanti nel processo di transizione di alcuni paesi, non solo quelli più avanzati e anche più vicini a noi in Europa, ma anche quelli mediorientali, in cui la transizione fa fatica ma si sta investendo molto".

"In questi paesi - conclude - vediamo possibilità importanti e per questi beni ci aspettiamo una crescita del 10% nel 2024 per l'Italia. Vediamo bene l'Arabia Saudita, gli Emirati il Qatar, il Messico, Brasile e India, che nel 2023 sono andati meglio delle previsioni"  

Redazione Cuoreeconomico
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