Integrazione, formazione e lavoro: dal Progetto Puoi le risposte per migranti ed aziende

Anpal ha comunicato i risultati annuali del progetto avviato insieme al Ministero del Lavoro: 1363 cittadini di Paesi terzi hanno stipulato un contratto di lavoro, percorsi di formazione per complessive 4700 persone. Occasione d'oro anche per le richieste delle aziende. La soddisfazione anche dell'Unione Europea
L’integrazione nella società passa anche dal lavoro e l’Anpal, l’agenzia per le politiche attive del lavoro l’ha messa in pratica attraverso il progetto Puoi (Protezione Unita a Obiettivo Integrazione) In un evento all’hotel Palatino di Roma Anpal ha infatti presentato i dati del progetto che attivato 5 anni fa su iniziativa della Direzione Generale “Immigrazione e politiche di integrazione” del Ministero del Lavoro ha per scopo l’integrazione dei cittadini di Paesi terzi e l’inserimento nel mondo del lavoro. Il progetto è finanziato dal Fami (Fondo asilo e migrazione) e dallo Fse Pon inclusione.
I numeri del progetto Puoi
Il dato che salta all’occhio sono i 1363 cittadini di Paesi terzi, regolarmente soggiornanti in Italia, che – tra il 2020 e il 30 giugno 2023 - hanno stipulato almeno un contratto di lavoro grazie ai percorsi di inserimento socio-lavorativo di Puoi
Percorsi - realizzati con la collaborazione di operatori pubblici e privati del mercato del lavoro - che hanno consentito la costruzione di Piani di azione individuali e l’erogazione di servizi specialistici come l’orientamento, la valorizzazione e lo sviluppo delle competenze, l’accompagnamento alla ricerca di un lavoro e l’offerta di tirocini della durata di 6 mesi.
La testimonianza dunque di come se si vuole lavorare su questo aspetto in maniera seria e non ideologica, i risultati arrivano, con beneficio delle aziende, sempre più a caccia di manodopera.
Sono stati 4776 i migranti che hanno avviato un percorso. Il 49 percento provengono da Nigeria, Gambia, Mali e Senegal. Il 26,4 percento sono donne: il 50 nigeriane e il 13 ucraine.
Tra questi, 3120 hanno avviato un tirocinio e 2046 lo hanno portato a termine, facendo registrare un successo occupazionale molto alto: il 67 percento di coloro che hanno concluso il tirocinio ha infatti ottenuto almeno un contratto subordinato, parasubordinato o di somministrazione.
Riguardo ai 1363 cittadini di Paesi terzi che hanno stipulato un contratto di lavoro, 1098 sono relativi alla prima fase di Puoi (81 percento dei 1353 che hanno completato il tirocinio), i restanti 265 sono invece relativi all’ultima fase di Puoi, conclusa tra febbraio e aprile 2023 (38 percento di 693).
Risultati e numeri che raccontano quanto possa essere efficace costruire un sistema nazionale su più livelli per realizzare percorsi di politica attiva integrati, in grado di migliorare l’occupabilità e di promuovere l’inserimento nel mercato del lavoro italiano dei migranti vulnerabili.
Risultati e numeri che sono stati raggiunti grazie al coinvolgimento di 264 soggetti promotori dei percorsi di inserimento socio-lavorativo e di 1999 soggetti che hanno ospitato i tirocini, nonché di un’ampia rete di partner istituzionali e operativi a livello nazionale e territoriale.
I commenti
“Il progetto Puoi funziona perché risponde ai bisogni reali delle persone vulnerabili – ha spiegato Stefania Congia, direttore generale della Dd Immigrazione e politiche di integrazione del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali – Con questa iniziativa abbiamo sperimentato percorsi di inserimento socio-lavorativo, basati sul modello della Dote individuale e sullo strumento del tirocinio, che hanno permesso ai migranti coinvolti di diventare autonomi e di integrarsi appieno nella società. I risultati sono stati positivi anche per la capacità di costruire reti a livello territoriale, in grado di mettere a sistema e di valorizzare le azioni realizzate da diversi soggetti”.
“Il filone dell’integrazione dei migranti sta particolarmente a cuore alla nostra agenzia – ha dichiarato Mauro Tringali, direttore generale di Anpal Servizi – Il progetto Puoi è una best practice per almeno tre motivi: la capacità di cogliere la sostanza dei bisogni delle persone, la capacità di costruire reti e sinergie tra diversi soggetti, la capacità di integrare e di utilizzare al meglio le risorse di più fondi.
Quest’ultimo, in particolare, è un vero e proprio fattore critico di successo. Sul tema dell’integrazione siamo al fianco del Ministero del Lavoro da 20 anni, prima come Italia Lavoro, oggi come Anpal Servizi, domani continueremo a occuparcene come Sviluppo Lavoro Italia.
Tanto che, nella prossima organizzazione della nostra società, all’inclusione sociale e lavorativa sarà dedicata un’intera area strategica”.
L’esperienza di PUOI è stata promossa a pieni voti anche dall’Unione Europea. Patrick Doelle - Migration Management Support, DG Home, della Commissione Europea, ha spiegato che “questo progetto ha raggiunto risultati molto incoraggianti e rappresenta un’iniziativa assolutamente innovativa”.
Redazione Cuoreeconomico
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