lun 27 apr 2026

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INTERVISTA ESCLUSIVA. Todde (Sardegna): “Non chiediamo all'investitore internazionale di sceglierci solo per lo sconto fiscale della ZES Unica. Gli offriamo un pacchetto di incentivi”

(Alessandra Todde, Presidente Regione Sardegna)

Il futuro della Sardegna passa attraverso una visione strategica e una gestione ordinaria che non sono contrapposte, ma procedono insieme. Un’azione che sta portando avanti la Presidente Alessandra Todde insieme alla sua Giunta, che spiega nella intervista esclusiva a CUOREECONOMICO come sta lavorando in questa direzione.  

Presidente, con la recente riorganizzazione delle Zone Economiche Speciali a livello nazionale, la Sardegna si trova a competere con l'intero Mezzogiorno per attrarre capitali esteri. Quali incentivi regionali specifici, oltre al credito d'imposta, intende mettere in campo per convincere i grandi player internazionali dell'aerospazio e del digitale a scegliere l'Isola come sede dei propri hub produttivi?


“Da quando, il 1° gennaio 2024, la ZES Unica del Mezzogiorno ha sostituito le otto ZES regionali, lo strumento fiscale principale (il credito d'imposta sugli investimenti in beni strumentali) è diventato uno strumento orizzontale, che non tiene conto delle differenze regionali e territoriali, con la sola eccezione dell'area del Sulcis, dove solo per effetto del Just Transition Fund si hanno aliquote più vantaggiose.

La Manovra 2026 ha peraltro prorogato la ZES Unica fino al 2028, con una dotazione superiore ai 4 miliardi per il triennio. Noi riteniamo che la ZES unica non possa prescindere dal riconoscere le forti differenze geografiche che impattano significativamente sui trasporti, generando forti divari in termini di competitività reale dei territori. È piuttosto ovvio che per un’impresa, a parità di credito di imposta, fare un investimento a Carbonia è molto diverso che farlo a Napoli o Bari, tanto più ora che lo scenario geopolitico rischia di far schizzare verso l’alto i costi di trasporto. 

L’insularità deve essere un elemento di differenziazione, lo prevede la Costituzione. Ci sono in Parlamento diverse proposte di legge, tra cui una del M5S, che mirano proprio a riconoscere lo svantaggio dell’insularità anche nella ZES unica. Chiarisco cosa sta facendo la Regione in merito.
Abbiamo costruito un sistema di incentivi regionali che non si sovrappone al credito d'imposta statale, ma lo integra e lo moltiplica. Lo scorso anno abbiamo stanziato 81 milioni per i Contratti di Investimento, strumento di incentivazione per progetti strategici fino a 25 milioni di euro. Ora è in corso il primo avviso (con una dotazione di 42 milioni), sotto la gestione della SFIRS, società finanziaria della Regione Sardegna.

Per le imprese più piccole abbiamo introdotto un secondo strumento: i Piani di Investimento, per interventi inferiori ai 3 milioni di euro, coprendo così l'intero spettro dimensionale delle imprese. Si tratta di agevolazioni flessibili che combinano contributi a fondo perduto e finanziamenti a condizioni di mercato, con criteri di premialità ambientali, sociali e in funzione del rating di legalità. Ma è chiaro che nessun investitore internazionale si insedia in un territorio solo per l'incentivo fiscale. Sceglie dove c'è un ecosistema.

Su questo fronte la Sardegna sta costruendo un posizionamento unico. Il progetto Einstein Telescope — per il quale abbiamo già programmato investimenti per più di 400 milioni di euro, in parte già in corso di attuazione, che si sommano al miliardo stanziato dal Governo — è l’iniziativa più visibile. Insieme al governo stiamo lavorando per rendere la candidatura di Sos Enattos, nel Nuorese, che è già tecnicamente la più solida d'Europa, anche la più affidabile e vantaggiosa, costruendo una rete di collaborazioni e intese con altre regioni europee, tra cui la Sassonia, in Germania, con cui potremo presentare un progetto congiunto. La decisione finale è attesa tra fine 2026 e inizio 2027, ma attorno a ET abbiamo già costruito una filiera industriale concreta. Qualunque sia l’esito della decisione sul sito di ET, la Sardegna avrà infrastrutture, protocolli di collaborazione, una rete internet ultraveloce integrata con quella GARR, e agevolazioni che mirano a renderla attrattiva per investimenti ad alto valore aggiunto. Stiamo anche lavorando affinché le nostre imprese si dotino degli strumenti per beneficiare dell’impatto che ET potrà generare. Pochi mesi fa è stato pubblicato un bando di contributi (aperto fino alla fine dell’anno) per inserire le PMI sarde nella filiera fornitrice di ET attraverso due linee: K-PRO per microelettronica, fotonica, materiali avanzati e nanotecnologie, ed ET-TECH per le soluzioni specifiche del rivelatore.
A questo si aggiunge un Piano di Attività articolato in 28 interventi per 157 milioni di euro, con una particolare concentrazione sulle Priorità STEP (Strategic Technologies for Europe Platform). L'impegno della Giunta è di consolidare questo ecosistema come leva di attrattività per i grandi player”. 

Riguardo alla rimozione degli svantaggi strutturali?

“Gli investitori, ovviamente, guardano alla logistica, all'energia, alla qualità dei collegamenti. Su questi fronti la Giunta sta operando in modo sistematico.
Dopo quindici mesi di negoziato con la Commissione europea e il Ministero dei Trasporti, il nuovo modello di continuità territoriale è ora operativo. Il fondo conta su 80 milioni di euro di compensazione più 23 milioni per gli aiuti sociali. Per le imprese questo significa costi di mobilità ridotti e certi.

Non dobbiamo poi dimenticare il costo dell'energia che è storicamente una zavorra per la manifattura sarda. Con l'avviso pubblico a sportello 2025 dell'Assessorato all'Industria — operativo dal 27 febbraio 2026 — abbiamo messo a disposizione delle imprese 29 milioni di euro per efficientamento energetico, fotovoltaico e sistemi di accumulo, con contributi fino al 65%. È una misura che abbassa direttamente uno dei principali costi fissi di chi produce in Sardegna. Quindi, in conclusione, non chiediamo all'investitore internazionale di scegliere la Sardegna solo per lo sconto fiscale della ZES Unica. Gli offriamo un pacchetto: credito d'imposta ZES (potenziato nel Sulcis dalle risorse del Just Transition Fund), Contratti di Investimento regionali con priorità per aerospazio e digitale, ecosistema scientifico di livello mondiale attorno all'Einstein Telescope e al DASS, infrastruttura di continuità territoriale nuova, incentivi energetici che abbattono i costi operativi. È questo l'impianto con cui intendiamo competere nel Mezzogiorno".

I dati ISTAT evidenziano come l’insularità aggravi i costi logistici, riflettendosi su un’inflazione nel carrello della spesa spesso superiore alla media nazionale anche a seguito del perdurare dei conflitti in Ucraina e nelle ultime settimane anche in Medio-Oriente. A suo giudizio sono sufficienti gli interventi attuati dal Governo in questa emergenza? La Regione ha allo studio misure di sostegno diretto?


“Preferisco essere precisa, perché i numeri contano. Nel 2025, secondo i dati ISTAT rielaborati dal Centro Studi CNA Sardegna, l'inflazione media in Sardegna si è attestata all'1,3%, quasi mezzo punto sotto la media nazionale (1,5-1,7% a seconda dell'indice considerato). Nella classifica dell'Unione Nazionale Consumatori elaborata sui dati ISTAT di maggio 2025, l'Isola era la seconda regione meno cara d'Italia dopo la Valle d'Aosta, con un aggravio medio di 269 euro per famiglia contro i 587 euro del Trentino e i 763 euro raggiunti nella città di Bolzano. Olbia e Sassari figurano tra le città italiane dove il caro vita pesa meno.

Questo non significa — e su questo voglio essere altrettanto netta — che non ci siano criticità reali. Il rallentamento dell'inflazione ha riguardato meno la voce alimentari, bevande e tabacchi, che in Sardegna ha anzi mostrato una dinamica superiore alla media nazionale; i servizi ricettivi e di ristorazione continuano a segnare incrementi sostenuti (+2,9% nel 2025, in continuità con il +6,9% del 2022, il +5,8% del 2023 e il +4,3% del 2024). E soprattutto, come lo stesso dossier della CNA evidenzia, il problema vero non è più l'inflazione in sé ma la debolezza strutturale dei redditi: le retribuzioni reali in Italia sono ancora sotto il livello di cinque anni fa.

Un altro numero importante: il costo complessivo dell'insularità è quantificabile in 9,4 miliardi di euro. Il solo maggior costo annuo del trasporto merci supera i 150 milioni. Dal 1° gennaio 2026 la situazione è peggiorata con l'entrata a regime dell'ETS marittimo e l'aumento delle accise sul gasolio. Il 45% dei Comuni sardi ricade nella fascia di massima criticità per l'accesso alla rete stradale e il 24% della popolazione vive in territori con accessibilità ferroviaria "molto bassa" contro l'8,3% nazionale.

Sul tema – ricordo che l’insularità è in Costituzione - stiamo premendo costantemente sul Governo e sull'Unione europea. È uno dei dossier su cui stiamo lavorando con il Ministero delle Infrastrutture e che portiamo all'attenzione della Commissione parlamentare bicamerale sull'insularità.

Non credo che gli interventi del Governo siano sufficienti. Sul tema dell'insularità, siamo in attesa di provvedimenti attuativi e risorse strutturali adeguate. Sul caro-bollette, gli interventi nazionali (bonus sociale e contributo straordinario per ISEE fino a 25.000 euro) hanno avuto funzione di tampone, ma non hanno affrontato la questione strutturale del costo dell'energia.

La Regione sta operando su tre piani. Abbiamo rafforzato il Reddito di Inclusione Sociale (REIS), che nel 2025 è cresciuto del 22% passando da 34 a circa 42 milioni di euro. Non perché siano aumentate le famiglie in povertà, ma perché è aumentata la platea dei beneficiari effettivi grazie a criteri più inclusivi.

Il Programma Regionale di Sviluppo 2024-2029 ha previsto 102 milioni per il REIS nell'arco del quinquennio (48 già stanziati, 54 da stanziare). Con la legge regionale 20/2024 abbiamo istituito un fondo pluriennale da 678 milioni di euro per il periodo 2025-2030 dedicato a fotovoltaico, sistemi di accumulo e comunità energetiche. Siamo già partiti con un progetto sperimentale da 20 milioni per impianti fotovoltaici con accumulo per le famiglie più fragili: 100% a fondo perduto, zero costi di installazione. Complessivamente la misura vale oltre 100 milioni di euro al 2030. È la misura che, nel medio periodo, farà la differenza più sensibile sulla spesa delle famiglie. Spesso dimentichiamo che la continuità territoriale è anche una politica contro il caro-vita. Il nuovo modello che abbiamo varato garantisce tariffe calmierate inferiori agli scorsi anni per Roma e Milano per i residenti, con un ampliamento delle categorie agevolate (lavoratori stabili non residenti, studenti universitari fino ai 27 anni, over 70, persone con disabilità), tariffe stabili per due anni a prescindere dalle oscillazioni del costo del carburante legate alle tensioni in Medio Oriente. È una misura anti-inflattiva concreta.

Su questo è necessaria una considerazione politica. La vera emergenza delle famiglie sarde è la debolezza dei redditi da lavoro e il peso strutturale dell'insularità. Su entrambi i fronti la Regione può fare molto — e lo stiamo facendo con un bando denominato SO.LA.RE. sul sostegno al lavoro, con il Piano Regionale di Sviluppo, con il bonus di sostegno al lavoro dignitoso previsto dal PRS — ma non può sostituirsi allo Stato centrale. Serve una politica nazionale dei redditi e un riconoscimento effettivo, non retorico, del fattore insulare previsto in Costituzione. La mia Giunta continuerà a pretenderlo e lavorerà per ottenerlo".

I comunicati della Regione sottolineano spesso la volontà di "mettere a sistema" le eccellenze locali tramite i distretti (come quello aerospaziale o agroalimentare). Dal punto di vista amministrativo, come intende snellire la burocrazia regionale per permettere a questi distretti di accedere più velocemente ai fondi europei del PR FESR 2021-2027?

"Parto da un riconoscimento. La capacità di spesa dei fondi europei e dei fondi dedicati — basti pensare che al livello nazionale i fondi PNRR destinati alle ZES sono stati utilizzati solo per l'11% — è un tema serio, che non risolviamo con slogan. Questa Giunta lo affronta con un metodo preciso.

A novembre 2024 abbiamo approvato le Linee guida in materia di aiuti alle imprese per l'intero ciclo di programmazione 2024-2029. Il testo riorganizza tutta l'offerta di sostegno alle imprese in cinque distinte classi, ciascuna con modalità di selezione proporzionate alla complessità e alla dimensione dell'intervento. È un cambio di paradigma: ogni strumento ha regole chiare, tempi certi e un unico punto di responsabilità. Su questa base abbiamo costruito progressivamente l'intero quadro attuativo: Contratti di Investimento, Piani di Investimento per interventi sotto i 3 milioni, direttive per aiuti alla creazione e allo sviluppo d'impresa. Oggi possiamo dire di contare su un quadro completo e su regole certe per creare crescita e lavoro.

Con il Programma Regionale di Sviluppo 2024-2029, approvato nel gennaio 2025, abbiamo istituito una regia unitaria della programmazione per la gestione integrata di fondi europei, PNRR, Fondo di Sviluppo e Coesione e risorse regionali. Abbiamo introdotto il Calendario degli Avvisi, pubblicato e aggiornato, che dà alle imprese visibilità anticipata su cosa uscirà e quando — una richiesta specifica di Bruxelles in termini di trasparenza. Uno dei fattori che rallentano la spesa dei fondi europei e più in generale dei fondi per la coesione è la capacità amministrativa di Comuni e enti locali, spesso piccoli e poco strutturati, non attrezzati per adempiere agli oneri di gestione dei fondi: a loro deve andare il nostro supporto con un’assistenza tecnica dedicata e interventi per aumentare la loro capacità amministrativa. Per questo la Regione Sardegna lancerà a breve un piano di intervento rivolto ai soggetti pubblici beneficiari di fondi della coesione proprio con l’obiettivo di affiancargli negli oneri di gestione, aumentare la loro capacità amministrativa e accelerare la spesa.

È vero, i tempi di pagamento della PA continuano a essere un tema. Le imprese chiedono maggiore stabilità normativa. Stiamo lavorando per affrontare ciascuno di questi nodi, nella consapevolezza che la vera semplificazione non è lo slogan di un comunicato ma un percorso fatto di decine di piccole scelte quotidiane. Il sistema funziona quando le regole sono chiare e le risorse certe. La funzione più nobile della Politica è di costruire questo contesto. È proprio su questi elementi che stiamo investendo la credibilità di questa Giunta”.

Simona Fuso
(Riproduzione riservata)

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