Lollobrigida (Masaf): "Investire su imprese e formazione per creare ricchezza"

Il ministro dell'agricoltura e della sovranità alimentare al Festival del Lavoro: "Le criticità esistono e sussistono ma vanno affrontate con una strategia e una visione. Bene l'innovazione, ma resti ancorata alla sostenibilità economica. In agricoltura puntiamo ancora sull'export"
"Il mondo del lavoro è una tematica centrale per noi" e "tutti i dati segnano un andamento positivo, grazie anche alla fiducia che le persone hanno rispetto a una stabilità, che viene ricercata come elemento essenziale per garantire all'Italia credibilità a livello internazionale e che porta un aumento dei consumi interni".
Francesco Lollobrigida, ministro dell'agricoltura e della sovranità alimentare, parla a margine del Festival del Lavoro e commenta la situazione economica attuale: "Vogliamo esser giudicati dai dati macroeconomici, crescita del pil, dell'export e dell'occupazione.
E al momento i dati ci confortano". Questo andamento positivo, ha aggiunto, "è anche merito dell'apporto dei consulenti del lavoro.
Abbiamo nel nostro governo un autorevolissimo ministro del lavoro proveniente dal mondo delle professioni, un mondo che ritenevamo andasse posto al centro di un modello di sviluppo che mettesse tutti i lavoratori sullo stesso piano in termini anche di welfare". "Le criticità esistono e sussistono ma vanno affrontate con una strategia e una visione", ha spiegato.
Equità sociale, ma creare ricchezza
"Dobbiamo cercare un'equità sociale che si basi su una redistribuzione delle ricchezze ma, prima di suddividerle, le ricchezze vanno create - aggiunge il Ministro - Altrimenti ci troviamo, come si è fatto, ad aumentare il debito pubblico o a svendere gli asset strategici della nazione.
Riteniamo invece che sia giusto investire sull'impresa, sull'abbattimento dei costo del lavoro e su una formazione dinamica".
Lollobrigida poi si sofferma sull'innovazione e sulla sostenibilità: "L'innovazione - ha spiegato - deve essere presente in ogni settore ma va ancorata alla sostenibilità economica".
Ad esempio, rispetto il mondo dell'agricoltura, "abbiamo un'immagine che è legata a sfruttamento, sudore e redditività bassa, mentre possiamo invertire. Ma possiamo invertire il dato, basandoci sulla qualità italiana che ci porta a una crescita dell'export costante".
Dai fondi per l'innovazione a quelli per la sovranità alimentare, dal mantenimento dei sussidi previsti per la crisi pandemica, fino all'attenzione all'export, ha precisato Lollobrigida, "sin dal primo giorno del mio insediamento ho cercato di rimettere al centro l'agricoltura come settore primario per eccellenza".
In questo settore però, "abbiamo una divaricazione tra una forte domanda di imprenditori che cercano forza lavoro, anche qualificata, e un'offerta di lavoratori ridotta, perché non si accede a percorsi formativi idonei".
Per superare il gap, ha concluso, dobbiamo "incentivare gli studi agrari e alberghieri, da cui escono studenti già predisposti al mondo del lavoro. Stiamo lavorando per incentivare questo modello di sviluppo".
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Stop al caporalato, ma più elasticità
E prosegue: "Abbiamo contribuito ad aumentare la sicurezza del lavoro cancellando il fenomeno vergognoso del caporalato. È stato uno dei primi provvedimenti fatti: applicare al mondo agricolo regole rigide che cancellano i finanziamenti a chi sfrutta i lavoratori.
Si può e si deve fare, se lo si correla ad una elasticità maggiore in alcuni ambiti lavorativi, con modelli contrattuali che permettano di andare incontro anche alle esigenze delle imprese".
Questo governo, ha aggiunto Lollobrigida, "è caratterizzato da compattezza, interscambio e collaborazione tra ministri, un quadro che rende le professioni centrali nel modello di sviluppo".
"L'innovazione - ha proseguito il ministro - è strategica. Dobbiamo investire sulla ricerca e sulle nuove tecnologie, per far sì che l'Italia rimetta al centro un'agricoltura sostenibile.
Dobbiamo però, allo stesso tempo, spiegare all'interno dell'Ue che questo non deve significare perdere la redditività di queste attività, altrimenti avremo abbandono di queste professioni e una desertificazione dei terreni".
Redazione Cuoreeconomico
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