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21/11/2023

Meno fallimenti, le imprese tengono. Ma trovare personale è una chimera

Il dato sui fallimenti d'impresa fa segnare una diminuzione rispetto al periodo prepandemico. Excelsior Unioncamere segnala 430.000 assunzioni previste per Novembre, ma molte di queste resteranno inevase per mancanza di professionalità adeguate

Sono 5.468 le imprese italiane che hanno dichiarato fallimento nei primi nove mesi del 2023, in linea (+1,48 percento) rispetto allo stesso periodo del 2022, ma in diminuzione del 32,9 percento rispetto allo stesso periodo del 2019 (pre-pandemia).

E' quanto emerge dalla nuova analisi sui fallimenti di impresa, aggiornata al 30 settembre, realizzata da Cribis. Per quanto riguarda il dettaglio sul terzo trimestre le aziende che hanno dichiarato fallimento sono state 1.563, +8,8 percento rispetto allo stesso periodo del 2022, ma in diminuzione del 13,5 rispetto al terzo trimestre 2021, uno dei momenti più critici della pandemia. 

Tra le regioni quelle che hanno registrato il maggior numero di liquidazioni giudiziali sul territorio regionale sono Lombardia (316), Lazio (154), Veneto (157), mentre le aree geografiche con i dati più inferiori sono Trentino-Alto Adige (13), Basilicata (8), Molise (7) e Valle D'Aosta (1). Da evidenziare anche il dato riguardante l'Emilia Romagna con 89 liquidazioni giudiziali.

I settori più in sofferenza nei primi 9 mesi del 2023 sono il commercio (con un totale di 1.738 liquidazioni giudiziali) e i servizi (1.374).

La situazione generale

Questo non vuol dire però che le cose sono tutte rose e fiori. Il rapporto Excelsior Unioncamere segna infatti un rallentamento, sotto il peso della rapidissima crescita dei tassi di interesse in funzione antinflazione e dei timori per gli effetti delle tensioni geopolitiche (e geoeconomiche). Tuttavia le imprese continuano ad assumere e anzi accelerano i propri programmi di avviamenti al lavoro

Sono 430.000 le assunzioni previste dalle imprese per il mese di novembre e 1,3 milioni quelle per il trimestre novembre-gennaio, con un incremento rispetto allo scorso anno del +12,6% (+48000 assunzioni) nel mese e del +8,4 percento (+101000 assunzioni) nel trimestre.

Positiva soprattutto la dinamica del turismo con 66mila entrate nel mese (+14000 rispetto a 12 mesi fa; +28,3%) e del commercio, con 68000 assunzioni a novembre (+8000 +13,2 percento). Bene anche le  costruzioni, mentre l’industria manifatturiera accusa il colpo del rallentamento dell’economia. 

Il mismatch tra domanda e offerta di lavoro interessa a novembre il 48,5 percento delle assunzioni, livello leggermente inferiore rispetto al mese precedente, ma in crescita di 2 punti percentuali rispetto a un anno fa.

Aumenta più della media (+21,1 percento) la domanda di lavoratori immigrati che riguarda 88.000 contratti programmati nel mese, pari al 20,5 percento del totale delle entrate. 

Redazione Cuoreeconomico
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