Merlo (Federlogistica): “Bene le misure per il settore, sostenibilità Ue non penalizzi i mezzi pesanti”

(Luigi Merlo, Presidente di Federlogistica)
Il presidente Merlo: “Il Tar ha bloccato tanti progetti per la transizione: paghiamo la mentalità del No alle grandi opere”
Se alcuni sindacati e associazioni di categoria hanno espresso il proprio dissenso contro la Manovra, c’è chi ha apprezzato il lavoro del Governo.
Come nel caso di Federlogistica, che a CUOREECONOMICO ha invece espresso il suo parere favorevole alla programmazione economica del Governo Meloni.
“Gli interventi sono positivi perché rispondono alle prerogative del settore, a cominciare da quelli contro il caro-carburante”, dice Luigi Merlo, Presidente di Federlogistica.
Nella Legge di Bilancio è stata inserita una norma per la spesa di ulteriori 200 milioni per l'autotrasporto. “Bene anche le misure di carattere generale - continua - come quelle sull’energia e sul prezzo del gasolio, anche se occorrono politiche a lungo termine”.
Presidente, la convince il credito d’imposta sul gasolio?
“Si tratta di un interevento giusto e sono contento che nonostante il cambio di Governo sia stato mantenuto. Ciò che mi preoccupa è la frenesia nella transizione energetica, nel senso che occorre un abbandono graduale delle fonti fossili perché nel processo sono coinvolti tutti i settori compreso il trasporto. Servono politiche sostenibili ma che non penalizzino i mezzi pesanti”
Crede che la Commissione europea debba cambiare approccio?
“Le istituzioni dell’Ue dovrebbero cambiare mentalità e privilegiare politiche con tempi e modi giusti. L’Ue ha stabilito linee giuste per quanto riguarda la sostenibilità ma che necessitano di intereventi che non frenino il progresso.
Le infrastrutture generano reddito non solo per i trasportatori ma anche per tante imprese e tanti lavoratori europei che operano in altri settori”.
In questo senso come valuta il piano da 15 milioni per il trasporto su rotaie?
“Servirebbero più soldi anche se spesso la giustizia amministrativa ferma i progetti per tutelare produzioni come ad esempio è successo con quelle degli ulivi”.
Rimanendo in tema transizione ecologica, crede che i provvedimenti del governo Draghi hanno favorito la sostenibilità?
“Draghi è arrivato in un momento difficile e col suo governo ha portato a casa risultati importanti che poi però sono stati vanificati, basti pensare al tratto di alta velocità in Puglia che è stato bloccato da una sentenza del Tar. Purtroppo in Italia esiste una mentalità del no alle grandi opere e ciò indebolisce il nostro sistema economico”.
La convincono i progetti legati al Pnrr?
“Certamente, ma il trasporto su strada merita più risorse. Purtroppo i soldi del Pnrr sono stati destinati solo al trasporto ferroviario, quando le infrastrutture stradali avrebbero bisogno di interventi perché sono indispensabili per la nostra economia, a cominciare dalle autostrade intorno al Monte Bianco e sul Brennero”.
Di Matteo Melani
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