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27/01/2025

PENSIONI. Perché lasciare il lavoro sembra un'utopia

Stando ai dati Inps crollano le pensioni anticipate (- 15,7 per cento nel 2024). A gravare è il passaggio da Quota 102 a Quota 103 e il gap di genere: le donne prendono in media 400 euro in meno degli uomini 

Continua a scendere il numero dei lavoratori che taglia il traguardo della pensione, specialmente quella anticipata, a causa dei requisiti inaspriti dal governo Meloni. Se in passato misure come Quota 100 permettevano ai lavoratori di ritirarsi con 38 anni di contributi, oggi l'asticella si alza a 41. 

Tra gli aspetti cruciali della questione emerge il passaggio a Quota 103: con un tetto massimo all'importo della pensione pari a cinque volte il trattamento minimo INPS (circa 2.818,65 euro mensili lordi per il 2023) fino al raggiungimento dell'età prevista per la pensione (attualmente stimata a 67 anni). 

Ad aggravare il quadro è la differenza d'importo a sfavore delle donne e il raggiungimento della pensione tramite Opzione donna, destinata a caregiver, invalide o dipendenti di aziende in crisi che abbiano raggiunto i 61 anni d'età e 35 anni di contributi alle spalle. A causa di questi paramentri stringenti, sono solo poco più di tremila le donne che hanno ottenuto la pensione: il 71% in meno rispetto al 2023. A far piovere sul bagnato è anche la differenza in termini di importi: se l’importo medio è di 1.246 euro, per gli uomini il dato sale a 1.475 euro mentre per le donne scende a 1.048, 427 euro. 

La combinazione di un basso tasso di natalità e un'aspettativa di vita in aumento mette quindi sotto pressione il sistema pensionistico italiano. Con meno giovani che entrano nel mercato del lavoro e un numero crescente di anziani che percepiscono la pensione, il rapporto tra lavoratori attivi e pensionati si sta sbilanciando, sollevando preoccupazioni sulla sostenibilità a lungo termine del sistema. Un cane che si morde la coda e che rischia di intrappolare gli italiani in un contesto discrimatorio oltre che precario per i giovani e stantio per i lavoratori di lunga data.

Claudia Boccucci
(Riproduzione riservata)

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