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30/05/2021

Ricci (Autonomie locali italiane): “Giungla inestricabile di autorizzazioni, la velocità è democrazia”

(Matteo Ricci, presidente Ali)

Il presidente nazionale Ali: “Il problema non sono le risorse, ma riuscire a spenderle per rilanciare subito la ripresa economica. Autocertificazioni e controlli ex post o Pnrr a rischio”

Regole e velocità per rilanciare il paese. Il presidente nazionale Ali (Autonomie locali italiane) Matteo Ricci ne ha parlato con CUOREECONOMICO.

Secondo lo studio della Cgia di Mestre un terzo della spesa dei comuni se ne va in burocrazia, quanto pesa tutto ciò nell'ambito del rilancio del paese dopo la pandemia?

«Il rispetto delle regole può e deve convivere con la semplicità e il dinamismo, sta a noi capire che la velocità, soprattutto in questo periodo storico, è democratica. Per la rinascita serve un’Italia più semplice.

Per la prima volta dopo decenni, il problema non sono le risorse, ma riuscire a spenderle celermente e in modo efficace per rilanciare subito la ripresa economica, ridurre l’enorme debito pubblico incrementato dalla pandemia e sostenere il lavoro e i più deboli.

La velocità è democratica perché se un cittadino o una famiglia hanno bisogno di un sussidio o di un paracadute per gestire un momento di difficoltà, il tempo in cui lo si ottiene è determinante».

Quanto sono importanti i comuni e che ruolo devono avere per avviare opere pubbliche e rimettere in moto gli investimenti? Cosa serve per far sì che tutto sia "veloce". Quali lacciuoli vanno eliminati?

«Dobbiamo prendere atto che le norme attuali non funzionano. Ad esempio per portare a compimento un lavoro pubblico da un milione di euro occorrono in media cinque anni, per un lavoro da cento milioni in media ne passano quindici.

Dobbiamo ridurre drasticamente i tempi. Cominciando dalla giungla inestricabile delle autorizzazioni, in particolare quelle ambientali, paesaggistiche e culturali.

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I nostri progetti per la mobilità sostenibile, l’ambiente, l’economia circolare, l’edilizia scolastica sono a rischio.

L'80% delle opere finanziabili col Recovery è sottoposto a queste procedure, troppo lente per rispettare le scadenze indicate dalla Ue. Con questi tempi e senza coinvolgere i sindaci nella fase attuativa, il Pnrr non lo faremo mai».

Ci sono passi avanti nel Pnrr sul tema della burocrazia, cosa chiedete per la semplificazione?

«Basta controlli preventivi con tempi lunghissimi e inconciliabili con progetti concreti e investimenti di sviluppo. Occorre introdurre il meccanismo standard dell’autocertificazione, con controlli successivi e sanzioni pesanti per chi tradisce la fiducia dello Stato e della pubblica amministrazione.

Come si è già sperimentato nelle amministrazioni locali, con i buoni spesa per l’emergenza sociale durante la pandemia. Se avessimo seguito l’iter classico i tempi si sarebbero allungati a dismisura e non saremmo riusciti a placare la tensione sociale.

I controlli fatti ex post, inoltre, hanno fatto emergere al massimo uno 0,5% di irregolarità. Una volta usciti dal tormentone delle riaperture, il premier Draghi dovrà attuare le riforme su cui si è impegnato con l’Europa, si dovrà sostenere questo sforzo, dimostrando che regole e rapidità possono e devono convivere in uno Stato moderno».

Di Luigi Benelli
(Riproduzione riservata)

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