Russo (Conftrasporto): “Valichi ed energia: senza interventi concreti la logistica andrà in sofferenza”

(Pasquale Russo, presidente di Conftrasporto)
Il presidente dell’associazione autotrasportatori a CUOREECONOMICO: “Aspettiamo risposte dall’Europa sulla questione del Brennero, dove adesso si concentrano anche molte merci che prima passavano per Monte Bianco e Frejus. Bene la transizione green, la non la si realizza con la disincentivazione”
La logistica fa muovere il Paese ed anche l’economia, non foss’altro perché qualunque merce per arrivare a destinazione deve essere trasportata.
Il settore è quindi in forte apprensione: da un lato perché i rincari del carburante stanno mettendo a dura prova i trasportatori, già alle prese con una transizione ecologica non facile da attuare in tempi brevi per i mezzi pesanti; dall’altro perché i problemi relativi ai valichi – evidentemente non preventivabili tutti insieme, perché frutto di calamità – stanno complicando accessi e circolazione.
A tracciare un quadro della situazione è Pasquale Russo, da poco presidente di Conftrasporto, l’associazione degli autotrasportatori aderente a Confcommercio.
La situazione dei valichi rischia di creare parecchi problemi alla filiera della logistica…
“Tra la frana del Frejus, i problemi che abbiamo ancora al Brennero e adesso anche la questione del Monte Bianco, la permeabilità delle Alpi è diventata una questione estremamente delicata per le nostre imprese.
Ho parlato proprio in questi giorni con un operatore logistico che mi diceva che proprio la situazione del Monte Bianco sta costringendo la sua azienda a concentrare la merce al Brennero, dove sappiamo ci sono ancora delle limitazioni imposte dall’Austria.
Questo dando ripercussioni molto forti sulla produttività. Mentre su Frejus e Monte Bianco i margini di manovra sono pochi, sulla questione del Brennero bisogna assolutamente trovare una soluzione perché la politica austriaca è quella da un lato di favorire le sue imprese e dall’altro stimolare l’utilizzo della Rola, la ferrovia.
Deve intervenire l’Europa: l’Italia e la Germania stanno facendo pressioni sulla commissaria europea ma per ora purtroppo non si intravedono soluzioni immediate”.
L’intermodalità può essere in questo senso una soluzione?
“Il fatto è che alcune esigenze non possono essere mutate soltanto per questioni contingenti. Tutto quello che può viaggiare su rotaia o in mare, o in aereo ci va, ma per esempio, se parliamo dell’ultimo miglio - penso per esempio all’ortofrutta - quello che si conclude nei negozi e nei distributori, quello viaggia su gomma senza altre soluzioni possibili”.
Un altro fronte aperto è quello della transizione ecologica, quello dell’energia green. E’un percorso dal quale non si può tornare indietro, ma a che punto siamo?
“Avere mezzi che siano più il più possibile compatibili con l’ambiente è naturalmente un obiettivo comune. Tuttavia, anche qui, bisogna smetterla di pensare che questi obiettivi si possano realizzare con politiche di divieto o disincentivazione, perché questo genera soltanto danni.
Invece bisogna creare l’utilizzo e gli investimenti sui mezzi green, che possono dare un contributo sul fronte ecologico. La politica europea dei divieti non può funzionare”.
In generale che tempo sta vivendo la logistica?
“Se si fermano i trasporti si ferma il Paese, questo è banale ma fondamentale. Abbiamo diversi problemi: uno è quello delle infrastrutture, l’altro è quello dei rincari dell’energia, che sta creando gravi problemi all’economia delle imprese.
La prospettiva visto l’aumento del costo al barile non ci lascia tranquilli e questo rischia di compromettere parecchio la tenuta del sistema della logisitica”.
Lei è anche presidente di Confcommercio Campania, per cui ha il polso della situazione anche in questo ambito. Quanto le preoccupa il fatto che Russia e Cina stiano lavorando per costruire una economia alternativa?
“Sarei per non mettere barriere. Chiudere mercati a determinate comunità ha già dimostrato che è un meccanismo che non può funzionare.
Certamente può esserci una politica di maggiore penalizzazione di determinate merci, ma per quanto concerne l’Italia siamo bene ancorati all’Europa ed ai Paesi atlantici.
L’economia è talmente globalizzata che nessuno si può permettere di fare blocchi; si possono fare politiche di incentivazione rispetto ad alcuni Paesi piuttosto che altri, ma non credo che sposterà molto”.
Di Emanuele Lombardini
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