mer 28 gen 2026

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Sgherza (Confartigianato Puglia): “Rafforzare il legame fra scuola e territorio per fare crescere il settore”

(Francesco Sgherza, presidente di Confartigianato Puglia)

Il presidente dell’associazione di categoria a CUOREECONOMICO: “Occorre riformare il sistema della formazione professionale, che negli ultimi anni è stato abbandonato a sé stesso, quasi “ghettizzato”. Le regioni del Nord e molti paesi europei sono invece la dimostrazione che una formazione professionale di qualità è una fortuna per il territorio. Intelligenza artificiale e nuove tecnologie saranno volano per tutto il comparto artigiano”

Una risposta importante verso le piccole e medie imprese”. Questo il principale commento di Francesco Sgherza, presidente di Confartigianato Puglia, a proposito delle decisioni economiche stabilite in questa prima fase del governo Meloni.

Il numero uno pugliese di Confartigianato evidenzia l’importanza delle Pmi nel tessuto produttivo italiano, pertanto, chiede di tenere alta l’attenzione nei riguardi del settore che risulta sempre più vitale per l’intera penisola. Investimenti, sburocratizzazione e tecnologia devono essere, invece, le parole chiave per il 2024 nel territorio pugliese.

Come giudica le recenti scelte economiche del governo Meloni?

Credo che le scelte adottate dal governo siano complessivamente condivisibili, tenuto conto del difficile momento storico che stiamo affrontando.

Mi sembra, in particolare, che ci sia una rinnovata attenzione nei confronti delle piccole imprese e del ruolo che rivestono nel nostro tessuto produttivo, considerato anche il contributo che danno nel tenere alto il nome del nostro Paese nel mondo.

Per raggiungere obiettivi importanti, senza con ciò creare instabilità ed incertezza all’ambiente imprenditoriale, auspichiamo che le nuove iniziative legislative siano finalizzate ad attuare e razionalizzare le misure esistenti.

Rafforzare il sistema produttivo vuol dire inoltre evitare un approccio ideologico su obiettivi strategici che difficilmente sarebbero realizzabili con tempistiche e mezzi non adeguati alla maggior parte delle imprese del nostro Paese”.

Trasferiamoci in Puglia. Che anno è stato il 2023 per gli artigiani?

Il 2023 è stato un anno in cui l’intero sistema produttivo pugliese ha sicuramente registrato performance degne di nota. Non fa eccezione l’artigianato, soprattutto nei settori legati al buon andamento dei flussi turistici.

Certo il tema della scarsità di personale qualificato e il peso di tasse e burocrazia sono fardelli che ancora ci impediscono di spiccare il volo come vorremmo”.

Intanto c’è grande preoccupazione per le vostre imprese in merito all’Ex Ilva.

La crisi del siderurgico è in effetti una grande preoccupazione. Sembra di rivivere il 2015 e stiamo lottando affinché le Pmi dell’indotto, trasportatori in primis, ottengano il giusto e integrale pagamento per il lavoro svolto.

Le incertezze riguardanti la gestione e il futuro dello stabilimento influenzano pesantemente le sorti di un intero ecosistema produttivo strategico per tutto il Paese.

Direi che è ora di risolvere questo dossier una volta per tutte, nell’ottica di un rilancio che tenga conto del diritto al lavoro così come della sacrosanta salvaguardia della salute dei tarantini”.

Mentre quali sono gli auspici per il 2024?

Per il 2024 speriamo di riuscire a vedere i primi frutti degli investimenti connessi al Pnrr e delle prime misure allestite sulla programmazione dei fondi comunitari 2021-2027.

Auspichiamo anche che possa quanto prima attivarsi il canale delle risorse del Fondo di sviluppo e coesione per garantire la massima efficacia degli interventi, considerato quanto questa Regione è stata in grado di esprimere in termini di capacità e qualità della spesa.

Oltre a maggiori o ulteriori misure tese ad accrescere la competitività delle nostre imprese, ci aspettiamo un intervento più deciso sulla fiscalità: un regime fiscale più sostenibile e la garanzia che tutti gli operatori economici, indipendentemente dalle loro dimensioni e dalla loro ubicazione, paghino la loro congrua parte di imposte”.

Un ruolo fondamentale sarà svolto anche dalla politica locale. Cosa chiedete al governo regionale?

Una domanda che meriterebbe ben più che un’intervista. Devo dire che il confronto con la Regione Puglia è costante e tutto sommato proficuo. In questa fase molto si potrebbe fare molto per ridurre il disallineamento tra domanda e offerta di lavoro.

Nei primi anni duemila mai avremmo pensato a una situazione simile e invece ora è una quasi una costante che le imprese cerchino lavoratori che però non si trovano.

Tra i molti argomenti su cui è necessario intervenire con decisione c’è il tema dell’autosufficienza energetica, rispetto a cui la Puglia è senza dubbio all’avanguardia nelle sperimentazioni e nella ricerca di soluzioni.

E poi: aiuto per gli investimenti, valorizzazione e marketing, spinta all’internazionalizzazione, supporto nella gestione della transizione ecologica, tecnologica e digitale. Tutti temi su cui il dialogo è aperto e schietto”.

Il settore guarda al futuro. Ma come è possibile migliorare la formazione per le nuove generazioni?

Penso che sia assolutamente essenziale riformare il sistema della formazione professionale, che negli ultimi anni è stato abbandonato a sé stesso, quasi “ghettizzato”.

Le regioni del Nord e molti paesi europei sono invece la dimostrazione che una formazione professionale di qualità è una fortuna per il territorio. Gli Its sono uno strumento eccezionale ma non coprono l’intero fabbisogno.

Potenziare e rendere esigibili gli strumenti della formazione duale – apprendistato sopra tutti – sono obiettivi alla portata della nostra Regione rispetto a cui è però necessario fare un investimento convinto e continuativo.

Creare un legame più stretto tra scuola e imprese del territorio – che in Puglia significa per la quasi totalità micro e piccole imprese e aziende artigiane – è un passaggio ineludibile, che innanzitutto risponde a un’esigenza di orientamento e formazione dei più giovani, prima ancora che di occupabilità.

Occorre, infine, promuovere la continuità aziendale attraverso politiche e programmi di preparazione e prevenzione, al fine di salvaguardare la trasmissione dei saperi tra le generazioni”.

A proposito di giovani. Nelle ultime settimane avete presentato un importante progetto digitale con Tik Tok. Quali i dettagli?

Il nostro progetto realizzato in partnership con TikTok, denominato "Spirito Artigiano", mira a potenziare la visibilità e l'attrattività dei mestieri artigianali pugliesi sul mercato internazionale.

Attraverso l'utilizzo dei social media, in particolare TikTok, intendiamo creare una vetrina virtuale per promuovere l'eccellenza e l'unicità delle creazioni artigianali della nostra regione. D’altra parte, ci siamo accorti che su questi canali alcuni tra i principali influencer sono proprio artigiani che realizzano prodotti d’eccellenza.

Non si tratta solo di raggiungere nuovi mercati: l’idea è quella di parlare il linguaggio dei più giovani per fargli conoscere le realtà delle nostre imprese e le opportunità di autorealizzazione che l’artigianato può offrigli”.

E quindi l’intelligenza artificiale rappresenta un limite o un’opportunità per il settore?

“Si avevano timori simili con l’avvento della progettazione computerizzata e delle stampanti 3D, si pensava avrebbero sostituito la mente e le mani degli artigiani e invece abbiamo visto quanto l’integrazione di questi sistemi nei processi delle nostre imprese abbia portato valore aggiunto e consentito loro di raggiungere nuovi standard.

Attraverso l'adozione di soluzioni basate sull'Ia le imprese artigiane possono migliorare l'efficienza dei processi produttivi, ottimizzare la gestione delle risorse e offrire prodotti e servizi personalizzati ai clienti.

Certo, è importante considerare anche i potenziali limiti legati all'integrazione dell'IA nel settore, come la necessità di investimenti in tecnologie avanzate e la formazione del personale per utilizzare al meglio queste nuove risorse.

In definitiva però, se implementata correttamente, l'intelligenza artificiale può rappresentare un'opportunità straordinaria per l'innovazione e lo sviluppo delle imprese artigiane”.

Di Guido Tortorelli
(Riproduzione riservata)

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