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17/01/2023

Togni (Anev): “Sbloccare i cantieri per l’eolico e lavorare sulla formazione: servono figure tecniche”

(Simone Togni, presidente di Anev)

Il presidente dell’associazione nazionale energia del vento: “Spesso i provvedimenti delle Soprintendenze vengono ribaltati dai Tar, ma le istituzioni sono scoraggiate ad investire su questi progetti”

Occorre sbloccare i cantieri per gli impianti a energia pulita e tassare gli extraprofitti di altri settori”.

Se in Italia il mercato delle fonti rinnovabili sta crescendo (secondo l’ultimo rapporto di Iea l’energia pulita dovrebbe aumentare di 25 GW nei prossimi cinque anni), le politiche sbagliate e le lungaggini burocratiche rischiano di ostacolare la transizione energetica.

Fra le fonti più penalizzate c’è l’energia eolica perché molte volte i pareri degli organi di Soprintendenza vietano l’installazione di pale a vento vicino a siti di interesse culturale o nel mare (emblematico il recente caso di Termoli).

Spesso i provvedimenti delle Soprintendenze vengono ribaltati dai Tar. Ciò nonostante le imprese e le istituzioni politiche regionali e locali restano scoraggiate a investire in nuovi progetti”, dice, Simone Togni presidente di Anev (Associazione nazionale energia del vento).

“Serve una norma - continua - che chiarisca le competenze tra Stato e Regioni e che stabilisca delle modalità di coordinamento che tengano conto dei pareri di tutti gli attori coinvolti, non solo di quelli delle Soprintendenze”.

Presidente Togni, dal suo osservatorio privilegiato i provvedimenti del governo Draghi hanno favorito il passaggio verso le fonti pulite?

Durante il governo Draghi si è fatto poco per semplificare i processi di installazione di nuovi impianti e per l’eolico le politiche dello scorso governo sono risultate poco efficaci, tanto che diversi progetti sono ancora fermi”.

Venendo al governo attuale, cosa pensa della Legge di Bilancio?

Diciamo che la mia valutazione è in chiaroscuro, nel senso che misure come il tetto a 180 euro è ragionevole ma dovrebbe valere per tutte le fonti rinnovabili.

Sbagliato invece il limite a 58,00/MWh per determinare il meccanismo di incentivazione dell’energia pulita, così come la norma al 50% sugli utili.

Ritengo che dal Governo si dovrebbe fare di più per sbloccare i cantieri esistenti in vista di un piano nazionale sull’energia rinnovabile”.

Da molti mesi si parla di norme sugli extraprofitti. Qual è la sua posizione?

Potrebbe essere giusta se fosse generalizzata verso altri settori che in questo periodo di caro-energia hanno aumentato i loro profitti. Una tassa specifica sarebbe illegittima e non darebbe gli effetti di gettito sperati”.

Crede che gli obiettivi di Re-Power siano realizzabili?

Certamente, anche se il problema rimane la tempistica. Il tempo per la realizzazione è breve e occorre che tutti gli Stati facciano la propria parte per il conseguimento degli obiettivi perché rappresenta una sfida per il futuro”. 

Secondo lei la formazione è adatta al mercato del lavoro di oggi?

Occorre accelerare la formazione sia degli studenti che di chi lavora nel settore delle fonti rinnovabili perché le tecnologie sono sempre più innovative e c’è bisogno di figure che sappiano usarle, a cominciare dall’eolico off-shore. In questo senso mi auguro che i progetti legati al Pnrr vadano per il meglio”.

Di Matteo Melani
(Riproduzione riservata)

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