Tomasi (Cna Sardegna): “Il grande problema dell’insularità. Alle Istituzioni e a noi il compito di utilizzare le risorse a disposizione”

“Dal 20 dicembre al 6 gennaio le rubriche di CUOREECONOMICO racchiuderanno le idee, le riflessioni e gli interventi che hanno contribuito ad analizzare il quadro economico e sociale italiano nel 2024”
(Luigi Tomasi, Presidente Cna Sardegna)
Il 2024 mette a dura prova la resilienza delle imprese artigiane sarde, che tuttavia continuano a rappresentare il 9 percento del PIL regionale. Un dato che stando alle previsioni del Centro Studi Cna Sardegna, crescerà dello 0,5 percento.
Ad ogni modo, oggi la sfida maggiore riguarda il complesso tema dell’insularità, da contrastare con politiche mirate e cooperazione tra Istituzioni e Associazioni di categoria.
Di seguito l'intervista a Luigi Tomasi, Presidente Cna Sardegna.
Come descriverebbe l'attuale andamento del tessuto imprenditoriale e artigianale in Sardegna? Quali sono stati i principali fattori che hanno influenzato il suo sviluppo nel 2024?
"È un andamento che mostra condizioni di difficoltà strutturali. Alla fine del 3° trimestre 2024 le imprese artigiane attive sono diminuite ancora dello 0,3% rispetto allo stesso periodo del 2023, un dato che sebbene parziale, fa temere che il 2024 possa rappresentare il sedicesimo anno consecutivo di calo per il sistema dell’offerta artigiana nell’isola.
Rispetto al 2008 oltre 9.000 imprese artigiane (il 21%) è uscito dal mercato. Nonostante questi dati l’artigianato in Sardegna rappresenta ancora un quarto delle imprese attive in regione, il 9% del PIL (il 19% considerando l’indotto) il 14% dell’occupazione diretta e rimane un settore strategico per l’economia dell’isola".
Quali settori economici e artigianali hanno registrato una crescita significativa quest'anno? Ci sono esempi di innovazioni o iniziative che hanno contribuito a questo successo?
"Secondo le stime del nostro Centro Studi nel 2024 il Pil della Sardegna crescerà dello 0,5%, in rallentamento rispetto al biennio precedente.
Un risultato reso possibile dalla discreta performance realizzata da alcuni comparti dell’Artigianato, con in primis l’insieme delle attività riguardanti la filiera del turismo, i servizi, l’agroalimentare e la tenuta ben oltre le aspettative del settore delle costruzioni che pur in rallentamento rispetto allo scorso biennio ha goduto anche nel 2024 dell’effetto di trascinamento del superbonus e delle attività di riqualificazione sostenute dagli incentivi.
Effetti che hanno ben compensato la contrazione dell’intero settore industriale e manifatturiero, la debolezza del commercio e dei trasporti consentendo al mercato del lavoro di registrare una crescita che consente di recuperare i livelli occupazionali del periodo pre-pandemico".
Guardando al futuro, quali sono le principali sfide e opportunità che il tessuto economico della Sardegna dovrà affrontare per sostenere la crescita e la competitività nei prossimi anni?
"La Sardegna soffre di ritardi storici e strutturali sul fronte infrastrutturale, della logistica, resi ancora più penalizzanti dal fatto di essere un’isola; Il Grande tema dell’insularità, l’aggravio dei costi derivante della difficoltà di far viaggiare persone e merci, l’aggravio dei costi energetici, unica regione a non disporre del metano (l’energia costa il 40% in più delle altre regioni italiane), sono alcune delle cause che progressivamente devono essere rimosse per creare un ambiente favorevole all’intrapresa economica.
Contestualmente servono politiche industriali di medio-lungo periodo e un programma di investimenti mirati che consentano il riposizionamento della struttura produttiva oggi sbilanciata verso settori a troppo bassa produttività.
Tutto questo non consente la crescita competitiva del sistema economico e lo priva della possibilità di tenere il passo con l’innovazione tecnologica, digitale e organizzativa.
Decisiva sarà la capacità del sistema istituzionale, CNA molto si sta spendendo su questo fronte, per allocare nei prossimi anni in maniera virtuosa e produttiva le tante risorse di cui anche la Sardegna dispone, dal PNRR ai fondi strutturali Europei".
Di Claudia Boccucci
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