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07/02/2022

Civica (Uil Lazio): «Ripresa trainata dai bonus, serve una politica industriale che dia un indirizzo al Paese»

(Alberto Civica, segretario regionale Uil Lazio)

Il segretario regionale del sindacato: «Finiti gli incentivi, caleranno i parametri di crescita. L’occupazione è precaria, il caro energia è pesante. Serviranno interventi strutturali non spot del Governo»

Il mondo del lavoro laziale alla prova del Pnrr ed alle tante sfide che il 2022 porterà. CUOREECONOMICO ne parla con Alberto Civica, segretario regionale di Uil nel Lazio.

Come arriva il Lazio al 2022? Quali sono le prospettive?

«Il Lazio è abbastanza in linea rispetto a quello che accade nel resto d’Italia: c’è ripresa, risale l’occupazione ma è principalmente precaria: il 70% dei contratti sono a tempo determinato. Il vero tema è capire se questa ripresa, avrà uno slancio.

Da quello che si vede non sembra essere strutturale, ma solo congiunturale, trainata dall’edilizia grazie ai bonus. Nel momento in cui questi verranno meno, potrebbe arrivare un calo consistente dei parametri economici.

Gli effetti del Pnrr e dei fondi strutturali, che arriveranno nell’arco dell’anno sono invece ovviamente tutti da verificare».

Nel frattempo si assiste ad un rincaro delle bollette energetiche, dovuta ai fattori internazionali. Lei come la vede?

«Il rimbalzo dell’inflazione e quindi del rincaro dei prezzi era prevedibile, bisognerà capire se questo è un effetto congiunturale o se rischiamo di portarci dietro questa cosa, che sta mettendo in difficoltà le imprese e quindi le famiglie.

Stiamo assistendo a diversi interventi spot del Governo ma servirà probabilmente un intervento strutturale».

L’altra questione in ballo è quella relativa alla scadenza della moratoria sui mutui…

«Siamo in un momento in cui l’emergenza è stata tamponata con ristori o con sospensione di alcuni pagamenti. La vera questione è come riusciamo ad arrivare al momento in cui tornerà una crescita stabile.

Servono politiche industriali complesse che adesso non ci sono. Non si intravedono gli indirizzi veri verso i quali vogliamo andare».

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Anche perché adesso si sta facendo debito “buono”, per usare le parole di Draghi, ma prima o poi i soldi andranno restituiti e se la crescita non sarà stata lineare diventa un problema…

«Ecco perché dico che ci vuole un indirizzo. Il sistema dei bonus deve essere superato da un servizio a regime che dica dove andare. Adesso sembra ancora tutto molto confuso.

E aggiungo: questo è un paese dove le diseguaglianze aumentano, dove i ricchi sono meno ma sono sempre più ricchi ed i poveri sono più poveri e crescono.

Bisognerà cominciare a porsi il problema di una solidarietà più ampia che non agisca solo sul debito pubblico. Non possiamo avere il 5% della popolazione che gestisce il 70% della ricchezza nazionale».

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Parlava di contratti precari: qual è la vostra soluzione?

«Noi come Uil prendiamo a riferimento quello che è accaduto in Spagna, dove è stato firmato un accordo dove è stata sancito che è possibile una sola forma di accesso al lavoro, quella con i contratti a tempo indeterminato.

A forza di parlare di flessibilità, si è trasformata in precarietà strutturale: la politica deve rivedere la normativa perché così non si va avanti».

A che punto siamo sul fronte della transizione ecologica e digitale?

«Siamo ancora nella fase delle discussioni. A livello di transizione ecologica c’è aperto un dibattito sulla centrale di Civitavecchia e sulla decarbonizzazione, sugli incentivi per le fonti rinnovabili, ma ancora non c’è nulla di concreto, servirebbe una accelerazione.

Uno dei punti chiave è quanto la velocità della transizione ecologica può incidere sul mondo del lavoro: bisogna essere veloci ma capaci ad evitare un crollo.

Sul digitale c’è un problema di informatizzazione della pubblica amministrazione che riguarda la metà dei comuni ed anche l’altra metà viaggia su reti lentissime per la trasmissione dei dati.

Capire chi e come si occuperà dei comuni più piccoli che non hanno capacità di progettazione è un altro problema».

Di Emanuele Lombardini
(Riproduzione riservata)

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