Credito Coooperativo al lavoro per una leadership femminile sempre più formata

Oltre 500 partecipanti al progetto di formazione su leadership femminile curato da Federlus e Confcooperative Lazio. Longhi: “Credito Cooperativo impegnato concretamente per una maggiore presenza delle donne nella vita e nelle decisioni aziendali. Siamo molto contenti di questo progetto, che intendiamo proseguire, con lo stesso impegno e intensità, per raggiungere concretamente uno sviluppo economico equo e sostenibile, anzitutto dal punto di vista sociale”
Sono stati oltre 500 i partecipanti al progetto di formazione cooperativa “LEAF: leadership femminile”, organizzato a Roma dalla FederLUS-Federazione delle banche di credito cooperativo di Lazio, Umbria e Sardegna e da Confcooperative Lazio, rivolto alle dirigenti delle BCC e delle Cooperative del Lazio.
I risultati del corso sono stati presentati oggi, durante la tavola rotonda tenutasi presso il Palazzo della Cooperazione, a Roma.
Obiettivo è quello di aumentare l’occupazione femminile, la presenza delle donne ai vertici aziendali e ridurre le disuguaglianze di genere.
Il progetto ha visto un programma multidisciplinare, dove sono state trattate le varie tematiche utili a promuovere il maggior coinvolgimento delle donne nella vita lavorativa, a consolidare le competenze delle dirigenti cooperatrici e renderle consapevoli del proprio potenziale.
Il corso, iniziato a giugno 2023 e conclusosi a dicembre, si è articolato in moduli da 50 ore complessive, dedicati a: gestione d’impresa, gender gap, comunicazione, linguaggio di genere, nuovi modelli di vita-lavoro, women serious play, amministrazione e finanza, attraverso lezioni teoriche, pratiche e interattive.
La rivoluzione rosa del credito cooperativo
Nel mondo del Credito Cooperativo è in atto uno sforzo significativo per attribuire alle donne un ruolo e una presenza maggiori nelle strutture esecutive e negli organi societari aziendali, come tra l’altro richiesto anche dalla Banca d’Italia.
Le stesse cooperative rappresentano una forma di impresa che, negli anni, si è ben prestata a essere ascensore sociale ed economico per tante donne.
Il principio di parità di genere è scritto nello stesso “codice genetico” della forma societaria cooperativa, che prevede clausole di non discriminazione, di parità retributiva, di controllo democratico e di partecipazione attiva alla vita sociale.
Per questo, con l’obiettivo di trattare professionalmente le tematiche chiave per ridurre il gender gap, costruire i presupposti per un’effettiva partecipazione delle donne alla vita aziendale e contribuire a formare una leadership rosa, Federlus e Confcooperative Lazio, con il sostegno di Fondosviluppo, e la partecipazione di iDEE-Associazione delle donne del credito cooperativo, hanno deciso di lanciare questo programma formativo, per fornire alle donne dirigenti tutti gli strumenti necessari.
La tavola rotonda
La tavola rotonda ha visto la partecipazione delle docenti e la testimonianza delle cooperatrici, ed è stata preceduta dai saluti istituzionali di Marco Marcocci, Presidente Confcooperative Lazio, Maurizio Longhi, Presidente FederLUS, e Silvia Rossi, Direttore Fondosviluppo. Hanno concluso i lavori Anna Manca, Presidente Commissioni Dirigenti Cooperatrici Confcooperative, e Fabiola Di Loreto, Dg Confcooperative.
Federlus è la Federazione delle Bcc di Lazio Umbria Sardegna, fondata nel 1967 per rappresentare, sotto il profilo associativo e istituzionale, le Bcc associate. Alla Federlus aderiscono 14 banche di credito cooperativo, di cui 9 sono affiliate al Gruppo Bcc Iccrea e 5 al Gruppo bancario cooperativo Cassa Centrale
Le parole di Federlus
“L’adesione e la forte partecipazione che abbiamo registrato in questo progetto testimoniano l’importanza di progetti come questi, che vogliono contribuire ad avere un’effettiva presenza delle donne nella vita e nelle decisioni aziendali, con tutti i vantaggi che questo comporta per le aziende stesse e il sistema Paese.
Per questo, il credito cooperativo si è fatto parte attiva di questo cambiamento. D’altra parte, si tratta di principi in linea con la stessa natura delle banche mutualistiche, attente al benessere e allo sviluppo sociale, all’inclusione e alla partecipazione attiva di donne e uomini.
Siamo molto contenti di questo progetto, che intendiamo proseguire, con lo stesso impegno e intensità, per raggiungere concretamente uno sviluppo economico equo e sostenibile, anzitutto dal punto di vista sociale”, ha commentato il Presidente di Federlus, Maurizio Longhi.
Redazione Cuoreeconomico
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