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07/01/2024

Le imprese cercano mezzo milione di lavoratori, ma le stabilizzazioni vanno avanti piano

Dal rapporto Anpal-Unioncamere emerge il permanere di una difficoltà sul fronte di alcune professionalità: farmacisti, biologi e macchinisti per il tessile in primis. Ma il contratto a tempo determinato resta ancora largamente la proposta maggiormente usata. A gennaio il mismatch tra domanda e offerta di lavoro interessa 250.000 assunzioni delle 508.000 programmate soprattutto a causa della mancanza di candidati

Sono più di 508.000 i lavoratori ricercati dalle imprese a gennaio e circa 1,4 milioni per il primo trimestre dell'anno. Oltre 4000 assunzioni in più rispetto a gennaio 2023 (+0,9 percento) e +69000 assunzioni (+5,3 percento) prendendo come riferimento l'intero trimestre. Ma continua ad aumentare la difficoltà di reperire il personale.

Secondo i dati del Bollettino del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Anpal a guidare la domanda di lavoro sono i servizi alle persone che programmano a gennaio 70.000 assunzioni (+10 percento rispetto a gennaio 2023). Seguono commercio (68.000 unità; +13,7 percento su base annua) e le costruzioni (51000 unità; +1,8).

Industria, grandi imprese e microimprese

È negativa la tendenza prevista delle imprese del turismo e dell'industria manifatturiera (rispettivamente -12,1 percento e -2,3 rispetto all'anno precedente). Sale al 49,2 percento la difficoltà di reperimento (+3,7 punti percentuali rispetto a un anno fa).

A gennaio l'industria complessivamente ha in programma 172.000 assunzioni (-1,1 percento su base annua) 121.000 delle quali nelle industrie manifatturiere e nelle public utilities, mentre le altre 51mila riguardano il settore delle costruzioni.

I servizi prevedono di assumere in totale 336.000 lavoratori (+2 percento su base annua). In generale sono le piccole (10-49 dipendenti) e le medie imprese (50-249 dipendenti) a prevedere per gennaio andamenti di crescita delle assunzioni (rispettivamente +3.300 e +3.800 rispetto a gennaio 2023). 

Positiva anche la previsione delle grandi imprese con oltre 250 dipendenti (+1.900 assunzioni), mentre le microimprese della fascia 1-9 dipendenti prevedono una flessione pari a circa 4.500 assunzioni rispetto allo stesso periodo del 2023.

A gennaio il mismatch tra domanda e offerta di lavoro interessa 250.000 assunzioni delle 508.000 programmate soprattutto a causa della mancanza di candidati (31,1 percento), seguita dalla preparazione inadeguata (14,3) e da altri motivi (3,8).

Le professioni più ricercate

Dal Borsino delle professioni, spiega il rapporto di Unioncamere, sono difficili da reperire sul mercato gli specialisti nelle scienze della vita (è di difficile reperimento il 91,4 percento di farmacisti, biologi e altri profili appartenenti a questo gruppo professionale), seguiti dagli operai addetti a macchinari dell'industria tessile e delle confezioni (72,8 percento), dai fonditori, saldatori, montatori di carpenteria metallica (72,6 percento), dagli operai specializzati addetti alle rifiniture delle costruzioni (71,8) e dai tecnici della gestione dei processi produttivi di beni e servizi (70,6). 

Contratti a tempo i più diffusi

I contratti a tempo determinato si confermano la forma maggiormente proposta con circa 206.000 unità, pari al 40,5 percento del totale, sebbene siano in calo rispetto a un anno fa, quando rappresentavano il 41,3 del totale.

In crescita invece i contratti a tempo indeterminato che passano dai 122.000 di gennaio 2023 agli attuali 129.000 (+7000; +5,7 percento).

Con riferimento ai livelli di istruzione, il 19 percento delle ricerche di personale è rivolto a laureati (97.000 unità), il 30 percento a diplomati (155.000 unità) e il 32 percento a chi è in possesso di una qualifica/diploma professionale (163.000 unità). Circa 7mila le richieste per i diplomati Its Academy. 

Per il 18,1 percento delle assunzioni (oltre 91000) le imprese pensano di rivolgersi preferenzialmente a lavoratori immigrati, soprattutto nei settori dei servizi operativi (30,8 percento del totale entrate), della logistica (29,1), dei servizi di alloggio, ristorazione, turismo (24,4), delle costruzioni (21) e delle industrie alimentari, bevande e tabacco (20,6 percento). 

Le richieste a livello territoriale

A livello territoriale sono le macro-ripartizioni del Nord-ovest e del Nord-est a programmare un maggior numero di assunzioni (rispettivamente oltre 174.000 e oltre 118000), seguite dalle regioni del Sud (oltre 110000) e del Centro (circa 105000).

La graduatoria regionale delle assunzioni vede, nell'ordine, Lombardia (circa 123000), Lazio (oltre 53000), Veneto (oltre 48000), Emilia-Romagna (circa 48000), Piemonte (oltre 38000) e Campania (circa 35000).

Redazione Cuoreeconomico
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