Vaccarino (Cna): «Fisco più equo per le pmi, artigiani determinanti per il +6% del Pil ma frenati dalle tasse»

(Daniele Vaccarino, presidente CNA Nazionale)
Il presidente nazionale a CUOREECONOMICO: «Necessari interventi di politica economica per valorizzare la piccola impresa. Aumento dei prezzi condizionato dalla transizione energetica, servono incentivi ad hoc e modifiche in bolletta»
L’artigianato come spina dorsale dell’economia, ma pmi penalizzate in bolletta e dai rincari.
Il presidente CNA Nazionale Daniele Vaccarino ha parlato a CUOREECONOMICO di ripresa ma anche di strategia per sostenere il processo di decarbonizzazione che ha generato speculazioni.
Internazionalizzazione, sostenibilità, digitalizzazione e territorio saranno i temi del prossimo Glocal Economic Forum ESG89 di fine novembre a Roma. Come stanno reagendo le Pmi e gli artigiani? Che spinta possono dare allo sviluppo del paese? E su quali settori dobbiamo spingere di più?
«I temi della digitalizzazione, dell’internazionalizzazione e dello sviluppo sostenibile sono molto sentiti dal mondo dell’artigianato e della piccola impresa. C’è una diffusa consapevolezza sulle sfide alle quali è chiamato il Paese.
Il mondo dell’artigianato come sempre è in prima linea per contribuire a riprendere un percorso di crescita duratura e robusta che latita da troppo tempo.
La crisi provocata dalla pandemia ha dimostrato una volta di più il ruolo determinante della micro e piccola impresa anche se le ferite sono state profonde e per molti settori ancora da rimarginare.
Al balzo del Pil che potrebbe chiudere il 2021 con un recupero anche superiore al 6%, il nostro mondo ha offerto un contributo molto importante.
E per consolidare la ripresa economica valorizzando le eccellenze del Made in Italy sono necessari interventi di politica economica per valorizzare come merita il ruolo della piccola impresa che continua a rappresentare la spina dorsale del tessuto produttivo italiano.
Occorre rimuovere alcuni ostacoli, penso al tema del costo dell’energia elettrica che per le Pmi è superiore del 33,5% rispetto alla media europea, a un fisco che sia equo, a una grande rivoluzione in materia di semplificazioni burocratica.
Inoltre occorre una svolta nelle politiche degli incentivi, superando la logica della taglia unica, e definendo misure specifiche per micro e piccole imprese».
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I prezzi di energia e materie prime stanno condizionando la ripresa? Che risposte possiamo dare?
«I consistenti rincari delle materie prime e dell’energia accanto alla enorme difficoltà di reperimento di materiali, componenti e semilavorati potrebbero pesare sulla crescita.
L’auspicio è che sia un fenomeno destinato a rientrare nel giro di pochi mesi e tuttavia dobbiamo prepararci e individuare strumenti e misure per arginare gli aumenti.
Sull’energia ad esempio riformando la struttura della bolletta eliminando una serie di oneri impropri e parafiscali che gravano soprattutto su micro e piccole imprese.
Oltre a una quota di speculazione internazionale e di carenza negli approvvigionamenti, l’aumento dei prezzi è determinato anche dalla transizione energetica.
Un processo che non va rallentato per non pregiudicare gli obiettivi in termini di decarbonizzazione, ma deve essere accompagnato e sostenuto con misure mirate e incentivi ad hoc».
PNRR, occupazione giovanile e startup come si inseriscono nel tema della piccola media impresa?
«Il Recovery Plan rappresenta una occasione irripetibile per modernizzare il Paese. Gli investimenti da realizzare dovranno guardare alle esigenze delle piccole imprese.
Mi riferisco alla modernizzazione della pubblica amministrazione, alla digitalizzazione, alla realizzazione di infrastrutture. I giovani e le startup sono da sempre due priorità per la CNA.
Per le giovani imprese abbiamo promosso da alcuni anni anche il Premio Cambiamenti, per stimolare la libera iniziativa, e le energie imprenditoriali. I giovani sono il nostro futuro.
Nelle imprese artigiane il tasso di occupazione giovanile è superiore alla media nazionale. Si può e si deve fare molto di più valorizzando gli istituti tecnici professionali, favorendo l’alternanza tra scuola e lavoro.
Segnalo anche che la scuola dovrebbe in qualche modo stimolare l’autoimprenditorialità. Anche su questi temi occorrono alcuni interventi.
Da anni come CNA chiediamo al decisore politico di intervenire per favorire l’imprenditoria giovanile.
Ma con un approccio complessivo, accantonando le misure spot, senza trascurare che le giovani imprese possono offrire un contributo rilevante per riattivare l’ascensore sociale e ridurre le diseguaglianze».
Di Luigi Benelli
(Riproduzione riservata)
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